
È stata esposta per anni al fumo passivo per via della sua postazione di lavoro vicino all’ingresso dove i colleghi d’ufficio e chiunque si apprestasse ad uscire sostavano per fumare e benché avesse sollevato il problema al comune di Milano (suo datore di lavoro), l’ente non aveva fatto nulla per garantire che il divieto ex lege venisse rispettato. Così il tribunale di Milano, con sentenza n. 2536 del 4 agosto 2014, ha condannato il comune a risarcire alla dipendente 10.000 euro a titolo di “danno esistenziale” per esposizione a fumo passivo. In realtà, la vigilessa milanese aveva adito il giudice del lavoro per denunciare un atteggiamento mobbizzante tenuto nei suoi confronti dall’ente datore, a causa dell’esposizione per diversi anni a condotte vessatorie e persecutorie...
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